La via della feliticità
(continua)

Altrove, la distribuzione de La via della felicità in ventitré lingue e in cinquanta nazioni diverse, si è dimostrata altrettanto impressionante. Introdotto in una Colombia profondamente travagliata agli inizi degli anni ’90, si arrivò ben presto a una distribuzione su vasta scala grazie agli sforzi di catene di giornali a tiratura nazionale e del Ministro della Pubblica Istruzione, il quale raccomandò La via della felicità a tutti gli educatori colombiani mentre, nello stesso momento, organizzava la sua campagna nazionale di “Da’ un buon esempio”. Successivamente uscì un decreto militare colombiano secondo il quale 30.000 copie dell’opuscolo dovevano essere distribuite tra i soldati impegnati nelle dispute civili della nazione. Simili adesioni provenirono da funzionari del governo che videro l’opuscolo quale catalizzatore per l’eliminazione della corruzione (che in quel momento era particolarmente dilagante a causa della proliferazione dei cartelli della cocaina).

Sebbene anche qui sia difficile formulare una statistica dei risultati immediati, la successione degli eventi parla da sé. In seguito alla campagna de La via della felicità tra scolari, giovani studenti si radunarono per “dare il buon esempio”, bruciando le loro pistole-giocattolo. All’incirca dieci settimane dopo, in quella che è stata definita un’incredibile affermazione del potere dell’opuscolo, membri dell’M-19, una fazione guerrigliera in precedenza belligerante, ad un tratto deposero le armi. Poi ci fu il concomitante alleggerirsi della violenza razziale in Sudafrica dopo che 114.000 copie dell’opuscolo furono distribuite tra le forze dell’ordine del paese, e similmente concomitante è il declino della violenza negli stadi italiani tra i tifosi come parte della campagna in Italia che vide la distribuzione dell’opuscolo alle partite di calcio. Infine, e senza far più supposizioni di quanto suggeriscono i fatti, dopo due sole settimane dalla divulgazione de La via della felicità in Bosnia (dove i giornali locali ristamparono il testo per personale civile e militare, e l’opuscolo fu distribuito su larga scala attraverso canali diplomatici), tre anni di trattative alla fine culminarono in una formale cessazione delle ostilità.

Il punto è, e a prescindere da come si desidera interpretare ogni singolo caso qui riportato, che La via della felicità ha dato prova di essere una forza potente per la pace e per la riduzione della criminalità. Inoltre, come predisse Ron stesso, la conseguente calma tende a “fluire sempre più", a tal punto che intere comunità hanno notato un considerevole declino del crimine grazie all’adozione de La via della felicità, anche solo da parte di una singola organizzazione giovanile o comunitaria. Di conseguenza, l’opuscolo ha ricevuto quattro riconoscimenti dal Congresso degli Stati Uniti e centinaia di simili riconoscimenti dalle istituzioni statali e municipali. Eppure, la cosa che alla fine è più importante qui, è quello che La via della felicità rappresenta in termini di prevenzione in termini di elevazione degli standard della moralità tra i giovani prima che cadano nel crimine. Se viene sufficientemente distribuito, aggiunse Ron, questo opuscolo da solo potrebbe inaugurare un nuovo principio per l’umanità; e a giudicare da ciò che è avvenuto sinora con le prime 60 milioni di copie, aveva ragione, veramente e inconfutabilmente.

Alcune foto de
La via della felicità




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