Ogni essere ha un’abilità infinita di sopravvivere. Quanto bene riesca a farlo dipende da quanto bene usi l’etica nelle sue dinamiche.
La tecnologia di etica esiste per l’individuo.
Esiste per dar modo all’individuo di accrescere la sua sopravvivenza e sottrarsi quindi alla spirale discendente dell’odierna cultura. L’intero soggetto dell’etica è un soggetto che, nello stato attuale della società, è andato quasi perduto.
L’etica consiste infatti di razionalità volta al massimo livello di sopravvivenza per l’individuo, la razza futura, il gruppo, l’umanità e le altre dinamiche considerate collettivamente.
L’etica è ragione.
La ragione dell’uomo è la sua arma più potente.
Il livello etico più elevato consisterebbe in concetti di sopravvivenza a lungo termine che comportino la minima distruzione, lungo tutte le dinamiche.
Una soluzione ottimale di qualsiasi problema sarebbe la soluzione che procuri i maggiori benefici per il maggior numero di dinamiche. La soluzione peggiore sarebbe la soluzione che procuri il maggior danno per il maggior numero di dinamiche.
Attività che procurino la minima sopravvivenza per il minor numero di dinamiche e danneggino la sopravvivenza del maggior numero di dinamiche non potrebbero essere considerate attività razionali.
Una delle ragioni per cui questa società è in via di estinzione e così via, è che è andata troppo fuori etica. Si è smesso a tal punto di adottare un comportamento razionale e soluzioni ottimali che la società è sul punto di uscire di scena.
Con “fuori etica" intendiamo un’azione o situazione in cui un individuo è coinvolto, o qualcosa che l’individuo commette, che è contrario agli ideali, migliori interessi e sopravvivenza delle sue dinamiche.
Per un uomo, ovviamente non è un atto di sopravvivenza sviluppare un’arma in grado di distruggere tutta la vita su questo pianeta (come si è fatto con le armi atomiche e con certe droghe create dall’esercito degli Stati Uniti), e piazzarla nelle mani di politici pazzi e criminali.
Per il governo, incoraggiare attivamente l’inflazione e crearla fino al punto in cui una depressione è una minaccia concreta per gli individui appartenenti a questa società è, a dir poco, un’azione di non sopravvivenza. Si giunge a punti di tale follia che in una delle società del Pacifico del sud l’infanticidio divenne una passione dominante. La disponibilità di cibo era limitata e volevano tener bassa la natalità. Cominciarono usando l’aborto e, se questo non funzionava, uccidevano i bambini. La loro seconda dinamica andò a catafascio. Quella società è praticamente scomparsa.
Questi sono atti deliberatamente distruttivi e dannosi per la sopravvivenza delle persone che compongono la società.
L’etica consiste nelle azioni che un individuo intraprende su se stesso per raggiungere una sopravvivenza ottimale, per sé e per gli altri, su tutte le dinamiche. Le azioni etiche sono azioni di sopravvivenza. Senza un uso dell’etica, non sopravviveremo.
Sappiamo che il principio dinamico dell’esistenza è Sopravvivi! A prima vista potrebbe sembrare fin troppo elementare. Potrebbe sembrare troppo semplice. Quando si pensa alla sopravvivenza, si ha la tendenza a commettere l’errore di concepirla in termini di “minimo indispensabile”. Questa non è sopravvivenza. La sopravvivenza è una scala graduata, con l’infinito o l’immortalità all’estremo superiore, e il dolore e la morte a quello inferiore.
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